Tutto è nulla. La misteriosa vicenda della morte di Michelangelo

Tutto è nulla

 

Tutto è nulla. La misteriosa vicenda della morte di Michelangelo, di Pier Marco De Santi e Rossano Vittori,
Felici editore, Pisa, 2013, pagg. 384

 

Il volume ricostruisce gli ultimi giorni di vita del “genio dei geni” mettendo in evidenza la sua profonda crisi spirituale,  i suoi dubbi artistici, le sue amicizie (fra cui quella con il nobiluomo e architetto Tommaso de’ Cavalieri, grande amore della sua vita, e con la poetessa Vittoria Colonna), il suo difficile rapporto coi familiari (in particolare col nipote Leonardo, oggetto del suo affetto e delle sue sfuriate), gli intrighi e le manovre per riportarlo a Firenze. Soffermandosi, inoltre, su un episodio, che ha il sapore di una beffa ordita dai fiorentini, finora ignorato e sottovalutato dagli studiosi:  il trafugamento del corpo di Michelangelo e il suo incredibile  e rocambolesco “viaggio” da Roma a Firenze nascosto in una balla su un carro di mercanzia e esposto alle intemperie invernali, a cui fece seguito l’omaggio che la “città dei gigli” rese al figlio più virtuoso e più illustre.

Una vicenda narrata sotto forma di “racconto cinematografico”, di vera e propria sceneggiatura, punto di partenza per qualsiasi adattamento (film, fiction, opera teatrale o radiodramma), ma che nelle intenzioni degli autori si propone  di far conoscere anche a coloro che abitualmente non si occupano d’arte, che siano studenti o persone poco avvezze ad addentrarsi nei pur interessanti e belli, ma ostici libri di saggistica, una vicenda complicata. Un complesso susseguirsi di eventi che hanno avuto a protagonisti, oltre a colui che dall’Ariosto fu per primo definito “divino”,  illustri personaggi quali Giorgio Vasari, il duca Cosimo I de’ Medici, Pio IV e  suo nipote cardinale Carlo, futuro San Carlo, il governatore romano Pallantieri e, come comprimari, artisti quali Benvenuto Cellini, Angiolo Bronzino e Bartolomeo Ammannati.
Una vicenda che non esclude, essendone parte integrante, episodi riguardanti la vita quotidiana, affettiva e artistica di Michelangelo. Infanzia, amori, amicizie, rapporti familiari, conflitti domestici e artistici, gestazione delle opere, convinzioni religiose e ideali, che vengono raccontate facendo ricorso al flashback. Una scelta che non poteva non coinvolgere nella sceneggiatura figure tra le più rappresentative del Rinascimento: artisti, umanisti, personalità religiose e politico-istituzionali che incontrarono e si confrontarono con l’autore del Giudizio Universale.

 

Se c’è un artista che  per essere compreso dev’essere considerato in relazione al suo ambiente affettivo, familiare e di lavoro, quello è Michelangelo.

Quanto afferma Filippo Tuena nell’introduzione al suo volume La passione dell’error mio, proprio della moderna storiografia, è stato anche il cardine della nostra narrazione. Con questo intento, il racconto della drammatica vicenda di Michelangelo è stato ideato “in relazione al suo ambiente affettivo, familiare e di lavoro”, anche con l’ambizione di realizzare un piccolo affresco del Cinquecento e uno spaccato sulla quotidianità e sugli usi e i costumi popolari dell’epoca.

Tutto è nulla si dipana, così, nella vita di tutti i giorni e nelle manifestazioni laiche e religiose del folclore: dal carnevale romano alle processioni dell’alto Lazio, dalle credenze alle superstizioni, dalla cultura popolare che si contrappone a quella aulica e dominante fino alle abitudini alimentari della gente comune e dei signori.
Sul piano drammaturgico, per la tragicità degli eventi narrati, si è sentita la necessità di alleggerire la storia con le componenti dell’ironia e della poesia, affidate anche a personaggi di fantasia (si vedano, ad esempio, quelli di Cecco e del piccolo Matteo), ricorrendo a un linguaggio popolare, fatto di aneddoti, espressioni, battute, ma anche di canzoni e “racconti” propri  della tradizione contadina.
La Storia con la S maiuscola e la storia con la s minuscola si m,escolano e si intersecano, così, in un racconto nel quale alla realtà dei fatti effettivamente accaduti (“Tutto si sa”, come diceva Fellini), si aggiunge la verosimiglianza dell’immaginazione (“Tutto si immagina”).

(da Una storia che si tinge di giallo e di mistero, capitolo introduttivo al volume Tutto è nulla. La misteriosa vicenda della morte di Michelangelo, di Pier Marco De Santi e Rossano Vittori)

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