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Ettore Scola, un regista con la matita

Disegni per Una giornata particolare
Schizzo per Una giornata particolare

   

Ettore Scola, un regista con la matita
di Rossano Vittori, 1989, 20′                                                                    

Ettore Scola ha una consuetudine quasi ossessiva con il disegno. Una pratica grafica esercitata sin dagli esordi sulle pagine del Marc’Aurelio e che non poteva restare estranea alla sua attività cinematografica. Una caratteristica che lo accomuna a quegli autori, fra cui i grandi Eisenstein, Pasolini e Fellini, che adoperano il disegno, soprattutto lo schizzo caricaturale, nel proprio processo creativo per individuare o comprendere meglio un personaggio o una sequenza del film. Una caratteristica per la quale può essere definito un “regista con la matita”. Il filmato, ripercorrendo la parabola artistica del regista, ci mostra i suoi disegni e li mette a confronto con le sequenze dei film a cui hanno dato origine, permettendoci di entrare nel suo laboratorio creativo e di cogliere l’evoluzione della storia e del personaggio sin dal primo concepimento.

 

Disegno per Riusciranno i nostri eroi...
Disegno per Riusciranno i nostri eroi…

 

“Il disegno, per me – ha detto Ettore Scola – è  solo un modo per concentrarmi meglio su certe idee o per estraniarmi da altre. Le mie figure, i miei pupazzetti sono il riflesso oggettivo di pensieri filtrati attraverso immagini caricaturali. I miei disegni non sono schizzati con finalità artistiche, sono piuttosto ghirigori mentali, quasi mai finalizzati o imposti da obiettivi precisi. Sono appunti di lavoro, un modo di pensare ad alta voce e di trasferire con immediatezza sulla carta le immagini e le situazioni che si presentano alla mente. Infatti, per me, il disegno ha funzione anche di scarico mentale”.

Un fatto è certo, seppure considerati come scarico mentale o sogguardati come semplici ghirigori, i disegni di Scola hanno lo spessore della migliore tradizione caricaturale e assolvono, per quanto riguarda il cinema, al preciso compito di incidere e valorizzare la creatività di uno dei maggiori autori contemporanei.

(da Ettore Scola, un regista con la matita, di Rossano Vittori)

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Fotogallery

Rossano Vittori
Rossano Vittori

 

Vittori e Montano Campioni livornesi
Rossano Vittori e Aldo Montano
Rossano Vittori
Gianni Gremese, Ettore Scola, Pier Marco De Santi e Rossano Vittori
Rossano Vittori
Rossano Vittori
Rossano Vittori consegna Il fiore d'argento al poeta Roberto Carifi
Rossano Vittori consegna Il fiore d’argento al poeta Roberto Carifi
Piero De Bernardi e Rossano Vittori
Piero De Bernardi e Rossano Vittori
Rossano Vittori presenta Elio Pecora
Rossano Vittori presenta Elio Pecora

 

Rossano Vittori premiato a Europacinema

 

Rodolfo Graziani e Rossano Vittori con il “Paladino d’oro”

 

Premio "Il fiore"
Premio “Il fiore”: Gabriella Sica, Luciano Luisi, Pierluigi e Elena Lenoci, Piero De Bernardi, Rossano Vittori e Dante Maffia

 

Biografia

 

Rossano Vittori, regista
Rossano Vittori

 

Laureato in Storia e critica del cinema all’Università di Pisa,

Rossano Vittori
Rossano Vittori

giornalista e critico cinematografico, ha pubblicato articoli e saggi su quotidiani e riviste, e volumi sull’opera di Luigi Pirandello e Ettore Scola.

Come autore e regista ha realizzato special televisivi, allestimenti teatrali, Il perfezionista, un cortometraggio cinematografico premiato al Festival Europacinema di Viareggio, e Campioni livornesi, un docufilm che racconta le gesta sportive degli atleti labronici (da Federico Caprilli, inventore dell’equitazione moderna, a Nedo Nadi, il più grande schermidore di sempre, fino a  Giulia Quintavalle, Aldo Montano e Paolo Bettini), che con le loro vittorie hanno portato Livorno e l’Italia sul tetto del mondo. Un viaggio nella memoria lungo oltre un secolo che in maniera originale coinvolge altri “campioni”, artisti quali Pietro Mascagni, Amedeo Modigliani e Giorgio Caproni che del carattere e dello spirito livornese hanno nutrito la loro opera.

Rossano Vittori premiato a Europacinema

 

Rodolfo Graziani e Rossano Vittori con il "Paladino d'oro"
Rodolfo Graziani e Rossano Vittori con il “Paladino d’oro”

Ha pubblicato, inoltre, una serie di ritratti letterari di grandi personaggi dell’arte e dello spettacolo (Van Gogh, Giacometti, Pasternak, Joyce, Pasolini, Edith Piaf, Anna Magnani, Fellini, etc), e alcuni libri di poesia. Di recente è uscito il volume Tutto è nulla, scritto sotto forma di sceneggiatura con Pier Marco De Santi, sugli ultimi giorni di vita di Michelangelo Buonarroti e sulla misteriosa vicenda che seguì alla sua morte, e Se vuoi te lo racconto, una raccolta di racconti. Per quattro edizioni (2005, 2006, 2008, 2010), ha presieduto la giuria dello storico Premio “Il Fiore” di Chiesina Uzzanese, Pistoia.

Il trattamento cinematografico dei ‘Sei personaggi’

IL-TRATTAMENTO-CINEMATOGRAFICO-DEI-SEI-PERSONAGGI

Il trattamento cinematografico dei
‘Sei personaggi’, testo inedito di Luigi Pirandello

Liberoscambio editrice, Firenze, 1984, pagg. 128 con la prefazione di Roberto Tessari

I rapporti fra Pirandello e il cinema furono certo difficili, ma errato è pensare ad una avversione e sfiducia, da parte dello scrittore, verso la settima arte. In realtà egli ne subiva il fascino, tanto da tentare di definire una nuova, quanto improbabile, estetica cinematografica. In tal senso depone soprattutto la scrittura di soggetti per film, in particolare questo progetto dei Sei personaggi in cerca d’autore al quale Pirandello teneva di più (numerosi e sfortunati furono i tentativi di realizzarlo con grandi registi quali Reinhardt, Murnau e Eisenstein) e che, lungi da essere un semplice adattamento della commedia, è un’opera “altra” in cui l’autore introduce nuovi personaggi ed utilizza interamente le risorse dello strumento cinematografico.

Ingiustamente liquidato come opera di poco conto, mai tradotto prima (era stato pubblicato in tedesco a Berlino nel 1930) e mai attentamente studiato, il testo ha in sé precise indicazioni che permettono di risalire al montaggio del film da fare.

Questo volume, oltre a chiarire i motivi che impedirono a Pirandello una collaborazione meno occasionale con l’industria cinematografica, si ripropone di superare i superficiali giudizi espressi sull’opera, dimostrando, viceversa, che si tratta di un’autentica «lezione di regia» dalla quale emerge un potenziale maestro di cinema.

Passeggiando nel tempo

PASSEGGIANDO-NEL-TEMPO                                                                                                                                                                                                                                                                         Passeggiando nel tempo

Edizioni del Leone, Venezia, 2004, pagg. 110
con la prefazione di Paolo Ruffilli

Il volume è diviso in quattro sezioni: Il viaggio, Echi dal pianeta terra, La donna delle meraviglie e Canzonette

 

 

                     TUTTO ESISTE

Tutto esiste su questa sfera opaca e solitaria:
l’amore tenero e bugiardo
il ladro gentiluomo
il gatto sornione e il grillo temerario,
la bufera e l’aurora
il fucile e la rosa.
L’ira esiste e il perdono
la luna piena e l’eclisse,
la donna generosa all’angolo di strada
e il gitano con la mano tesa.
Su questo pianeta rappreso in un pugno
l’ostinato gamete perpetua la vita,
il riso spudorato versa lacrime grevi
e il lazzo e la noia giostrano a paso doble
legittimando equivoco e apparenza.

(da Passeggiando nel tempo, pag. 25)

 

IL MATRIMONIO DI MARIA

                                            Ad Hanna Schygulla

Tu sì che hai un senso
se vinci l’oblìo
risorgendo dalla catastrofe.
Con occhi spersi fra macerie
imbavagli nel basco la bionda follia
e ne accordi un barbaglio
col nudo valzer della trina
sul precipizio del fotogramma.

(da Passeggiando nel tempo, pag, 61)

 

 La poesia di Rossano Vittori si muove nello spazio originale e stimolante di un’elegia rivisitata a partire da un retroterra filosofico-esistenziale personalissimo e anticonformista…qualcosa d’inconsueto  nel panorama della poesia italiana…
Nucleo centrale e direttrice dinamica di Passeggiando nel tempo è il rapporto tra natura e storia, riportato allo specifico della quotidianità del suo autore, cioè alla realtà del suo vigile lavoro intellettuale che vede (sente, intuisce) e si sforza di decifrare (interpretare, capire) gli “echi dal pianeta terra”, fissati in una partitura in versi che è un’opera figurativa insieme coloristica e musicale.
                                                    (dalla prefazione al volume di Paolo Ruffilli)

Diviso in quattro parti, il volume ci porta dentro una vertigine che contempera tematiche molto diverse tra loro e perfino versi che con semplicità e fermezza affrontano il sociale. Ma sia che si esprima con accenti lirici, sia che volga l’attenzione alla realtà del quotidiano, Vittori non spreca parole, non gioca con le parole di cui ha un sacro rispetto. E si avverte la sua raffinatezza, il suo saper cogliere i momenti cruciali della vita e fermarli per farne meditazione, viatico che deve accompagnarlo per le vie del mondo.
                                                                                        (Dante Maffia, in Polimnia)

..un bel libro dove c’è la compresenza della trivialità delle miserie quotidiane e la meraviglia per come le stesse possano divenire eroico sentire e struggente vista sull’essere umano.
                                                                                      (Fabio Simonelli, in Poesia

..la poesia “Il mistero”, nel distico finale, con “Mando segnali in un otre di spazio/e attendo il rombo che discioglie ogni roveto”, rivela una duplice sinestesi, quale momento di profonda sintesi poetica di rara caratura.                                                             (Emilio Diedo, in Punto di vista)

 

                 IL MISTERO

Un misterioso inumano
s’aggira al di là del velario
e io sono qui, uomo nella perenne preistoria.
Sto nello spettro angusto dell’arcobaleno
dove il volo lieto d’un pavone
mi dice tutto di me
e pure mi esalta l’approdo di un Cristoforo
a un solitario pianeta.

Mando segnali in un otre di spazio
e attendo il rombo che discioglie ogni roveto.

(da Passeggiando nel tempo, pag. 15)

Il perfezionista

Recensione "Il perfezionista"
Recensione “Il perfezionista”

Catalogo ANICA

IL PERFEZIONISTA

Sinossi
Un nonno vuole trasmettere il proprio cinismo al nipotino, ma senza successo… Una denuncia dell’intolleranza quotidiana attraverso una storia narrata con ironia.

 

 

 

THE PERFECTIONIST

Synopsis
An old man wants his grandson to be as cynical as he is, but he does not succeed… A story of everyday intolerance told with irony.

 

 

 

Scheda tecnico-artistica

Regia/Director
Rossano Vittori

Sceneggiatura/Screenplay
Rossano Vittori

Attori/Actors
Giacomo Bandini
Aldo Bagnoli
Dania Trotta
Paolo Ciriello
Simone Fulciniti
Marcello De Paolis

Fotografia/Photography
Stelvio Massi

Musica/Music
Riccardo Moretti
I solisti di Parma

Costumi/Costume Design
Marisa Marini

Scene/Scene Design
Antonio Vinciguerra

Montaggio/Editing
Enzo Di Santo

Direttore di produzione/Production manager
Sergio Pietracaprina

Durata/Running time  8′

Produzione/Production
River Film, Roma

 

 

Colloquio coi personaggi

Colloquio coi personaggi

 

Il catalogo della mostra spettacolo Quella magica galleria che ha avuto luogo ai Bottini dell’olio a cura del Comune di Livorno nel 1992. Il libro raccoglie una serie di ritratti letterari (di Rossano Vittori) e figurativi (di Antonio Vinciguerra) di grandi personaggi dell’arte e dello spettacolo.

 

 

Un libro che squarcia tempi e spazi, capace di far rivivere stagioni e vicende di cui siamo tutti spiritualmente parte.

(dalla prefazione al volume di Dino Carlesi)

 

Vladimir Majakovskij

“In questa vita  non è difficile morire/
vivere è di gran lunga più difficile…”
Così anche tu sei fermo, senza divertimento,
come un pupazzo di pietra nella blusa gialla.
Un lampo roco e via, dinamico come la tua poesia un proiettile
t’ha trapassato il capo, e “una tempia non te la rifai”.
Troppo goffa sarebbe parsa una giraffa penzoloni a una trave
e nel XX secolo le astronavi non portano alla forca della via Lattea; perciò, da attore, hai scelto l’uscita migliore.
I tuoi versi corrono ancora nel futuro,  ma tu, sgomento,
ti turbi di quel vortice sonoro che annega nel silenzio,
dove nessun neologismo rimuove la parola morte.

Ritratto figurativo e letterario di Vladimir Majakovskij
 (da Colloquio coi personaggi, pag. 74)

 

ritratto figurativo e letterario di Federico Fellini (da "Colloquio coi personaggi")

Al cinefonico di Cinecittà, in uno dei soliti faticosi viaggi,
aspetto Scola. Ad un tratto arriva Fellini. L’avevo visto più volte,
un paio di mesi prima, lungo i viali dello stabilimento.
Mai solo, ora con un codazzo di “aiuti”, ora sbarcare
dal Mercedes con una donna bellissima
( A’ Federi’ – gli strizzò l’occhio furbescamente il macchinista, e dopo
a me: – A’ Rossa’, che ce voi fa’, è Fellini!)
L’ultima volta l’avevo visto nella veste di cicerone
con un collega americano sul set di “La famiglia”.  Allegro,
pimpante, proprio come gli si addice.
Stasera no, il gruppetto dei collaboratori lo ha abbandonato
per un attimo e lui, quasi smarrito, vaga un poco nel corridoio.
Poi, senza vedermi, mi siede vicino, in un angolo semibuio davanti
a un piccolo tavolo. La penombra, dispettosa, affonda gli artigli
sul suo volto, disegnandovi profondi solchi e rendendolo come
il suo Casanova a lume di candela allo scrittoio: la sciarpa e il cappello al posto della berretta e lo scialle.
Ho provato simpatia, quasi affetto, per il Maestro: mi ha consolato vederlo di nuovo eretto, forte, entrare in sala gridando, con la possente voce flebile, ai propri collaboratori di sbrigarsi.

Ritratto figurativo e letterario di Federico Fellini
(da Colloquio coi personaggi, pagg. 62-63)

 

Anna Magnani

La folle corsa non s’arresta ancora: tieni sospeso il braccio nell’aria per ricordarci di te. E anche il bell’indifferente ti pensa e si turba,
se nella smagliatura della calza nera scopre la fragorosa risata
e il pianto muto.
Anna donna, mamma e puttana, Anna sovrana, che ogni uomo hai accolto bambino nella piega pensosa del viso: recitava la vita
il corpo bruno trasudando passione e raccoglieva il dolore del mondo nelle orbite colme degli occhi.

Ritratto figurativo e letterario di Anna Magnani (da Colloquio coi personaggi, pagg. 40-41)

 

Fanny Ardant

Bonjour – mi dici accarezzando il minuscolo e inseparabile Gogò,
ma subito ti riprendi con un “Come stai?” nel tuo dolce italiano.
– Sto bene – e ti guardo Fanny, come nel film dove ti ho conosciuta, alta e con gli occhi fondi. Ti guardo mentre aspetti un segnale che ti farà Adriana, la donna inquieta e detestata, la donna amata.
Ma già lo sei, con lo sguardo rapito da un pensiero e le labbra sospese, mentre il truccatore appena ti accarezza: perché sei la donna intera e mutevole, che sa sempre concedere un arcano sorriso; come farai domani, quando un aratro di cipria ti solcherà il viso e la chioma bruna si coprirà di neve.

Ritratto figurativo e letterario di Fanny Ardant ispirato a La famiglia di Ettore Scola (da Colloquio coi personaggi, pag. 60)

 

Il mondo nuovo

Discinta sul sofà come l’antenata Olimpia, stai immersa negli aulenti aromi d’una fanciulla d’ebano. Ma sei soltanto l’effetto di un giuoco, della lanterna magica d’un prodigioso bambino che legge la storia: le vicende dei “grandi” le vive con te, che spasimi per un dongiovanni avvilito e insegui ancora il tepore d’una cuccia calda.
Al confine ti aspetta un’illusione, l’apparenza d’un re a cui t’inchini come un cigno, ascoltando il preludio della Rivoluzione.

Ritratto figurativo e letterario di Hanna Schygulla ispirato a Il mondo nuovo di Ettore Scola (da Colloquio coi personaggi, pagg. 52-53)

 

Fattori2
Tu non eri un eroe, e la battaglia da spettatore hai visto al cannocchiale nella tua soffitta: leggevi Omero per calmarti il cuore e disegnavi un accanito combattimento fra Greci e non sai più chi.
Ma la paura non vince lo sdegno per chi calpesta gli ideali e la patria, così, nel tempo, hai compiuto la tua Rivoluzione: fiero ripeti che sei di quelli del ’49 e rifiutando l’Accademia e il potere, nella macchia cementi l’arte e la vita.

Ritratto figurativo e letterario di Giovanni Fattori
(da Colloquio coi personaggi, pag. 30)

 

Modigliani 1

 

Insolente, proprio come un artista,
t’aggiri per le strade della tua città
in cerca d’un antico, sopito sapore,
scandalo fra la gente
che ti ricorda appena,
come gli amici
troppo attardati nella macchia
per accorgersi di te.
Per dispetto,
la tua anima se ne torna là,
all’angolo affollato d’un boulevard,
dove da donna a donna,
in mille cigni, insegue il tuo mistero,
mentre il candido Utrillo, desolato,
ti chiama dalla soglia del bistrot.

Ritratto figurativo e letterario di Amedeo Modigliani
(da Colloquio coi personaggi, pag. 31)

 

ERIC VON STROHEIM

Eric von Stroheim 2

 

 

 

 

Rapace ronzava la macchina da presa senza volare via, e con la forza ostinata di un occhio insonne divorava e spiegava la vita. Ma era costoso il gioco e il “gigante ribelle” che l’assecondava fu esiliato, come l’orco nelle fiabe. Giunto all’ultimo confine, al varco delle scale, in preda alla coerente follia, volle, però, ripetere il suo credo: “Silenzio, si gira!”

Ritratto figurativo e letterario di Erich Von Stroheim ispirato al film Viale del tramonto (da Colloquio coi personaggi, pagg. 44-45)

 

Marlene Dietrich

“Dalla testa ai piedi son fatta d’amore…” sussurri rauca alla platea corriva. E anche un eroe di pensiero s’è impigliato nella rete dei tuoi sguardi: nella tana di fumo hai sedotto anche la sua dignità.
Frau Marlene, nel tempo non ti sei perduta, neppure ora che canti in un’aurea lunare mostrando la pelle levigata, mentre un’ombra in fondo al teatro intona un tardivo “chicchirichì”.

Ritratto figurativo e letterario di Marlene Dietrich ispirato al film L’angelo azzurro (da Colloquio coi personaggi, pag. 42)

 

Boris Pasternak

“Tu dormivi, spianato il letto della maldicenza,/dormivi e, cessato ogni palpito, eri placido…” come non eri stato mai. Chiuso nella tua cameretta, fuggivi il rumore del mondo interrogando la rossa melarancia: nell’achimia gentile ancora ti stupisci d’un alito di vento che stormisce i tuoi ricordi.
Schivo, solo, nell’apparente disordine t’immergi e non senti chi ti sparla. Non ricordi neppure d’esser morto se trasali, sorpreso che qualcuno reciti i tuoi versi; e appena ti sporgi dal solaio per chiedere ai bambini: “Miei cari, qual millennio/è adesso nel nostro cortile?”

Ritratto figurativo e letterario di Boris Pasternak
(da Colloquio coi personaggi, pag. 75)

 

Marilyn Monroe

Una vita non basta a scordare il tuo gioco di bimba sulla volta del metrò: il vento generoso ti solleva la veste e fa entrare ancora i nostri sogni. Ma non passa una carezza per te che invece sei passata, come acqua, fra le dita di mille distratti giganti, inseguendo un incantatore di ciglia che avesse in odio la solitudine.

Ritratto figurativo e letterario di Marilyn Monroe
(da Colloquio coi personaggi, pag. 46)

 

Vincent Van Gogh

“Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori, vuol dire che li posseggo anche oggi. Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba”.
E hai arato il campo della vita seminando l’amore e la sinfonia dei tuoi colori. Ma l’estate ha tardato ed il frutto dorato è sbocciato solo nel deserto atelier del Mezzogiorno, dove una folla di corvi ha ingoiato il sole. Là hai perduto l’ostinato candore, con la sacra amicizia e l’utopia, e uno scettico ghigno t’ha visitato il viso: anche ora, che un pasciuto mercante crede di scaldarsi il cuore coi tuoi girasoli.

Ritratto figurativo e letterario di Vincent Van Gogh
(da Colloquio coi personaggi, pag. 21)

 

Totò
La normalità ti offende col suo codice regale
e ne sconvolgi il linguaggio con l’ironica
faccia di mezzaluna.
Sulla giostra crudele, ai potenti ribatti
a colpi di sberleffo
e disarticoli il corpo di pupo per sfuggire
l’insidia d’un nuovo saraceno.
Ogni tic è un sussulto dell’anima
che suggerisce una divertita malinconia:
dal pozzo sconfinato della follia
emergi con la consueta bombetta
e con l’ultimo lazzo ci rassicuri.

Ritratto figurativo e letterario di Antonio de Curtis, Totò
(da Colloquio coi personaggi, pag. 50)

 

 

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Campioni livornesi

Livorno è la città più medagliata d’Italia avendo conquistato oltre 500 medaglie assolute fra olimpiadi, campionati del mondo ed europei. Da questa premessa è nata l’idea di raccontare e cercare di comprendere i motivi che hanno portato gli atleti labronici a raggiungere tali traguardi che hanno dato lustro non solo alla città, ma all’Italia intera. Un racconto che rifuggendo dalla retorica, ha inteso celebrare campioni esaltati nel momento della vittoria e troppo presto dimenticati, mettendone in evidenza la determinazione e lo spirito di sacrificio che sono alla base dei grandi successi sportivi.

Ma l’originalità del film sta nel far conoscere al grande pubblico non solo le gesta sportive di questi straordinari atleti, ma anche il carattere della città in cui sono nati, coinvolgendo nel racconto altri “campioni”, cioè i grandi artisti livornesi, il musicista Pietro Mascagni, i pittori Giovanni Fattori e Amedeo Modigliani, il poeta Giorgio Caproni che di quel carattere e di quello spirito ironico e battagliero, la cosiddetta “livornesità”, si sono nutriti e che ne ha segnato la vita e l’arte. Non tralasciando inoltre, di evocare episodi storici gloriosi di cui Livorno è stata protagonista, di visitarne “angoli” inconsueti e feste popolari del presente e del passato.

Il docufilm, che si avvale di interviste, foto e materiali di repertorio messi a disposizione da Rai-teche e dall’Istituto Luce, ripercorre oltre un secolo di storia sportiva, dalla prima medaglia conquistata a Parigi nel lontano 1900 da Federico Caprilli fino alle più recenti affermazioni.

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I campioni protagonisti del film sono:
Federico Caprilli, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Parigi 1900 nell’equitazione
Nedo Nadi, vincitore di 5 medaglie d’oro alle Olimpiadi di Anversa
Aldo Nadi, vincitore di quattro medaglie alle  Olimpiadi di Anversa
Gli Scarronzoni, mitico Otto composto interamente da atleti livornesi, vincitore della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Los Angeles (1932) e Berlino (1936)
Franco Nenci, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Melbourne nel pugilato
Remo Golfarini, pugile, campione mondiale dilettanti e campione europeo professionisti
Armando Picchi, campione d’Europa ed Intercontinentale con l’Inter
Ilaria Tocchini, nuotatrice, medaglia d’argento agli europei di Vienna
Alberto Fantini, prodiere di Azzurra e Luna Rossa e vincitore di numerosi titoli mondiali
Filippo Mannucci, canottiere quattro volte campione del mondo
Luca Agamennoni, medaglia di bronzo  alle olimpiadi di Atene, medaglia d’argento ai mondiali di Londra e alle Olimpiadi di Pechino
Fabrizio Mori, campione mondiale nei 400 metri ostacoli a Siviglia
Letizia Tinghi, 5 volte campionessa mondiale pattinaggio a rotelle
Riccardo Niccolini, lottatore olimpionico a Mosca e campione mondiale di braccio di ferro
Aldo Montano, campione olimpico ad Atene nella sciabola
Giulia Quintavalle, campionessa olimpica a Pechino nel judo
Paolo Bettini, ciclista campione olimpico e due volte campione del mondo
Andrea Baldini, campione europeo e campione del mondo nel fioretto